Commenti
Commenti
annalisa di vicino Ott 12, 2008
Egregio Sig. Silvestre, mi permetto di scriverle per dirle solo poche parole su questi ragazzi.
Io conoscevo Daniele, per me era un fratello, in questo vuoto e dolore che ci ha lasciato non ci sono parole per descrivere le emozioni che provo.
Rabbia, delusione,tristeza.
Rabbia perchè non è possibile morire così, posso accettare tutto ma non una morte così, rabbia perchè come figlia di un militare non è possibile vedere questi ragazzi mandati allo sbaraglio senza nessuna protezione.
Spesso e volentieri mi sento dire da persone al di fuori dell'ambiente è il rischio del mestiere.
Sarà anche così ma non puoi morire a 36 anni per mano di un pazzo o a 41 e se non sbaglio l'altro collega a 33 anni perchè un delinquente non si ferma ad un posto di blocco e in un inseguimento la machina sbanda per l'alta velocità.
Non si può proprio accettare.
Purtroppo queste parole sono solo un piccolo sfogo, ma vorrei dire questo.
Stà a noi persone che l'hanno conosciuti continuare a far vivere il loro ricordo e non dimenticarli mai.
Ma soprattutto far capire ai vertici che non si è solo dei numeri o matricole ma si è esseri umani e che la vita vale di pù di ogni altra cosa.
Quindi più protezione per chi indossa una divisa.
Ecco volevo diresolo questo.
Io conoscevo Daniele, per me era un fratello, in questo vuoto e dolore che ci ha lasciato non ci sono parole per descrivere le emozioni che provo.
Rabbia, delusione,tristeza.
Rabbia perchè non è possibile morire così, posso accettare tutto ma non una morte così, rabbia perchè come figlia di un militare non è possibile vedere questi ragazzi mandati allo sbaraglio senza nessuna protezione.
Spesso e volentieri mi sento dire da persone al di fuori dell'ambiente è il rischio del mestiere.
Sarà anche così ma non puoi morire a 36 anni per mano di un pazzo o a 41 e se non sbaglio l'altro collega a 33 anni perchè un delinquente non si ferma ad un posto di blocco e in un inseguimento la machina sbanda per l'alta velocità.
Non si può proprio accettare.
Purtroppo queste parole sono solo un piccolo sfogo, ma vorrei dire questo.
Stà a noi persone che l'hanno conosciuti continuare a far vivere il loro ricordo e non dimenticarli mai.
Ma soprattutto far capire ai vertici che non si è solo dei numeri o matricole ma si è esseri umani e che la vita vale di pù di ogni altra cosa.
Quindi più protezione per chi indossa una divisa.
Ecco volevo diresolo questo.
Lascia un tuo commento
Let your friends know you cared.
Add this Tribute to your Facebook page.
Il mio ricordo
SILVESTRE Franco Ott 11, 2008
FRI - ARRIVEDERCI CARO COLLEGA
Ho aspettato un po’ prima di scrivere queste poche righe per evitare che la rabbia potesse prendere il sopravvento su altre umane emozioni che si provano in momenti del genere. “ FRI” era il nome con cui conoscevo ed era conosciuto l’Assistente Capo Francesco Alighieri, morto in provincia di Caserta, mentre adempiva al proprio dovere , insieme al collega Gabriele ROSSI. In quei giorni anche un altro collega, Daniele Macciantelli, perdeva la vita per mano di un folle a Genova.
Dei tre, purtroppo, io conoscevo solo lui, e nel ricordare che la perdita di un collega colpisce profondamente il nostro apparato nella propria interezza, senza nulla togliere agli altri colleghi che hanno perso la vita, impegnati a garantire la sicurezza in un Paese i cui rappresentanti spesso dimenticano che bisognerebbe avere più rispetto per la nostra categoria coi fatti e non con le parole, sovente pure alquanto tardive, vorrei ricordare FRI nella sua consueta aria da inguaribile allegrone.
Quando ho sentito il servizio tele-giornalistico sul tragico inseguimento in Campania sono rimasto di stucco ma non avevo focalizzato ancora bene chi fossero i coinvolti.
Poi mi ha chiamato un collega, che come me ha vissuto, anche se in città e tempi diversi, l’aria dei Reparti Prevenzione Crimine e non riuscivo a crederci.
Sono anni ormai, da quando ero adolescente, che, per tanti motivi, non provo più paura nei confronti della morte e di ciò che mi possa aspettare dopo ma la morte di un collega non riuscirà mai ad essermi indifferente soprattutto se conosciuto.
Al RPC ho trascorso i momenti più intensi della mia attività professionale, e nonostante all’epoca fossi polemico ancor più di adesso, fossi perennemente in viaggio, diviso tra aggregazioni ed affetti, fossimo “tutti” noi del Prevenzione consapevoli del fatto che spesso il lavoro “sporco” da noi effettuato non era affatto riconosciuto nella propria interezza, posso dire che quei 5 anni mi hanno consentito di crescere professionalmente, culturalmente e socialmente.
Ho conosciuto FRI, proprio in Ogliastra, durante una delle consuete operazioni anticrimine, l”Operazione Tuono”, e pur se non potevamo definirci grandi amici, poiché caratterialmente agli antipodi, potevamo di sicuro sentirci VERI colleghi.
Ciò sia per le esigenze operative che in determinati frangenti fanno sparire definitivamente ogni diversità tra colleghi ma soprattutto perché con FRI era impossibile non socializzare, non ti lasciava la possibilità di criticarlo negativamente, MAI. Sempre sorridente, allacciava rapporti positivi dappertutto e con tutti.
Un vero Grande Poliziotto. ARRIVEDERCI CARO COLLEGA.
Tortolì, 11.10.2008